domenica 27 ottobre 2013

Donne di Bukowski: il foto-racconto di un libro

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Donne che arrivano. Donne che partono. Donne vittime. Donne carnefici. Storie tumultuose, memorabili o miserabili. Dialoghi sboccati. Maratone alcoliche.

Ho appena finito di leggere "Donne" di Bukowski. Non è stata una lettura semplice. L'ho interrotto e ripreso varie volte.

Questo libro mi ricorda una sera d'estate a San Benedetto del Tronto. Sono entrata in una libreria del centro e, come al solito, mi sono lasciata guidare dall'istinto. Dalle sensazioni a pelle che mi trasmettevano gli incipit, le trame.Questa volta è l'immagine di copertina ad incuriosirmi. Una donna. Una sigaretta. Una bajour. Ombra e poca luce, appena soffusa. Le prime righe della trama raccontano che: "Le donne per Bukowski sono state un'attenzione costante e prepotente, un sogno e un bisogno che non si è mai interrotto, un desiderio che non ha mai conosciuto pause." 
Quando leggo cerco di immedesimarmi nella storia, nei personaggi, negli intrecci. Come avrei potuto immedesimarmi in un ubriacone, malato di sesso?

"Sono semplicemente un alcolizzato che ha deciso di fare lo scrittore per poter restare a letto tutti i giorni fino a mezzogiorno." scrive con il suo linguaggio sboccato sempre bisognoso di un altro whisky.

Foto by http://ilgrandebukowski.altervista.org/ 


La libreria è enorme, di tre piani. Porto con me il libro non ancora decisa a comprarlo ed esploro il negozio. Salgo al terzo piano e si avvicina un tipo, bassino e strano. Dice di essere il direttore e mi chiede che libri sto acquistando. È curioso. Glieli mostro e attacca bottone. Inizia a farmi domande anche personali e ad intessere una conversazione che riesco a bloccare solo dopo avergli detto di dover andare a cercare mio figlio. Giro l'angolo dello scaffale ed ecco che un altro marpione si avvicina a me con una scusa.  Giuro che non mi è mai successa una cosa simile in una libreria. Sembro essere già dentro il libro. Un libro che parla di incontri tra lo sguaiato e il grottesco. Uomini e donne al limite del reale.

Alla fine di questa strana situazione compro il libro. Piano piano familiarizzo con Hank Chinasky, alter ego dello scrittore, talmente pazzo delle donne che non ne ama nessuna.

Foto by http://thebaltimorechop.com/
Mi immergo nelle corse ai cavalli che ama frequentare, nelle sue grandi bevute, strizzo l'occhio alle sue molteplici amanti. Mi ritrovo in aeroporto ad aspettare insieme a lui la successiva vittima o carnefice. Ognuna descritta nel dettaglio. Ognuna  che si trattiene nella sua vita quel tanto che basta per trasmettergli a volte qualcosa a volte nulla. E intanto sullo sfondo i bassifondi americani e i suoi abitanti fanno capolino. Non è stato facile capire Bukowski. Il suo spirito dannato. La sua perdizione. Il suo trattare le donne come semplici oggetti del desiderio."Dovevo assaggiare le donne, per conoscerle davvero, per entrare dentro di loro. "


Foto by Zingarate

Dopo varie interruzioni e riprese l'ho finito. E forse alla fine ha conquistato anche me. Con la sua scrittura incalzante spesso mi ha inchiodata alle pagine di questo romanzo a tratti comico, esilarante, assurdo e dissacrante.

E a voi? Piace Bukowski?




[Dove non espressamente indicato testi e fotografie di Giorgia Barchi]

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