domenica 29 dicembre 2013

È bello vederlo felice! Il mio cucciolotto adora stare insieme a noi e questi giorni di festa sono stati essenziali per vederlo più sereno e sorridente. In una sola parola: FELICE. La felicità sta nelle piccole cose. Come un'oretta passata ai giardini pubblici a giocare.



A Staffolo i giardini sono da sempre chiamati la "piattaforma" per via del grande basamento circolare che negli anni '80 era un pista per le macchinine ed oggi ospita il bar dei giardini, aperto solo d'estate.


 Questa foto me l'ha scattata Enea. Che fotografo provetto!







Staffolo è un borgo bandiera arancione delle Marche denominato il “balcone della Vallesina” per l’impareggiabile panorama. È situato su un colle in posizione intermedia tra il mare Adriatico e le montagne. Bellissima la sua cinta muraria che conserva l’aspetto medievale originario. Merita una visita!

mercoledì 11 dicembre 2013

Dopo una settimana sono pronta a raccontare la mia esperienza al #BTO2013, la Borsa del Turismo Online che si è svolta a Firenze il 3 e 4 dicembre 2013, dalla quale torno a casa con una valigia piena di idee, sogni, e tanta voglia di fare.



Innanzitutto cos'è BTO? Una due giorni che riunisce i maggiori attori nazionali e internazionali del turismo online. Una grande occasione di formazione e aggiornamento che quest'anno ho vissuto per la prima volta dopo aver seguito le altre via Twitter. (qui la tagboard di quest'anno)

Cosa ho fatto?

1) Ho vissuto due giornate intense, piene di chiacchiere, saluti, sorrisi, corse da un panel all'altro per non perdermi nemmeno un minuto dei numerosi incontri.

2) A darmi il benvenuto all'entrata il furgone Wolksvagen anni 70 che mi ha proiettata subito nello spirito del viaggio. Quello vero. Non la vacanza ma l'esperienza autentica. Quella che cercano i viaggiatori e non i turisti, concetto ormai superato.



3) Mi è piaciuta la disposizione moderna e minimale della fiera. Stand piccoli, ridotti all'essenziale: un banchetto e un pannello. Sono le persone che contano. Non a caso il claim dell'evento era "It's you" La persona al centro. Unici disappunti: la mancanza di un wi-fi funzionante e di tavolini per mangiare al bar.



4) Grazie a BTO ho avuto la conferma di quanto io ami il mio lavoro che è quello di raccontare una destinazione, una regione, una terra ancora poco conosciuta: le Marche insieme al Social Media Team Marche.

5) Ho ascoltato 10 panel. Ho visto una marea di gente interessata. Sale piene, tante persone sedute a terra, compresa io.

6) Le parole chiave del mio #bto2013 sono state storytelling, comunicazione visiva, destination marketing, e-mail marketing e turismo esperienziale. Ho dovuto scegliere purtroppo. Li avrei voluti seguire tutti. Dal primo all'ultimo.

7) Grazie a Mafe de Baggis, Paola Faravelli e Rocco Rossitto sono sempre più convinta che lo storytelling è una magia. E' una storia che cresce giorno dopo giorno. È un racconto quotidiano molteplice (con più voci e più punti di vista) e frammentato (qualcuno lo farà al posto mio in maniera spontanea se io non lo faccio).

Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo viaggiare nelle storie stando seduti alla nostra scrivania, su una panchina di un parco, o stesi comodamente sul divano. Internet ha messo in relazione le persone. Ora dobbiamo sintonizzare i luoghi con le loro emozioni. Come? Cercando di lavorare sulle sensazioni e sui ricordi e non sulle informazioni e i dati (qui le slide dell'intervento di Mafe De Baggis)

8) Ho finalmente dato un volto alle persone che tutti i giorni leggo su twitter e sui blog. Alcune le ho viste ballare felici al concerto dei Good Vibrations al termine della prima giornata. Le avrei volute abbracciare per la loro spontaneità.



9) Ho appreso che le destinazioni non si raccontano più con le brochure ma con i mezzi sociali. E che per essere uno storyteller basta raccontare la storia della propria terra con sincerità e passione. Tutti noi lo siamo. Partendo magari dalle cose piccole, dai dettagli, dai posti che conosciamo solo noi come fa Paola Faravelli nel sul blog ILiguria in cui ci fa scoprire ogni giorno angoli sconosciuti della sua terra che è diventata anche un po' nostra seguendo i suoi racconti.

10) Ho capito che il territorio per essere bello non deve essere bello. I territori si somigliano tutti. La differenza sta negli occhi di chi li guarda. Ho capito che dobbiamo imparare ad essere i registi delle nostre storie e trovare un taglio particolare. Chi ci legge lo fa perché si ritrova con il nostro punta di vista. Ritrova un po' della sua vita nelle nostre storie. (qui le slide del panel di Paola Faravelli e Rocco Rossitto dal titolo "Storyteller is you")

11) Ho avuto la conferma che le immagini raccontano tantissimo e che oggi non è difficile fare belle foto ma è importante avere un punto di vista. Che ci contraddistingua. Che sia il nostro.

12) Ho trovato illuminante il panel sul futuro del destination marketing. Ho capito che sono le idee che contano e la Destination Card realizzata dalla Val Gardena è una grande idea, così come un trip planner all'interno di un sito di destinazione. Perché la persona è al centro e occorre seguirla in tutte le fasi: prima, durante e dopo il viaggio. E occorre conoscerla, chiedersi chi è. Quanti anni ha, da dove viene, quali sono le sue aspettative, i suoi valori, le sue abitudini di consumo. Conoscerla per adattare la nostra offerta a lui che spesso decide all'ultimo minuto perché va sempre di fretta. E che in 5 secondi decide se acquistare su quel sito oppure o no.

13) Ho capito che c'è sempre tanto da imparare e da migliorare. E che i puntini si uniscono unendo le persone. Facendo rete. Ho ascoltato tante case history interessanti nel corso dei panel condotti da Marianna Marcucci e Mirko Lalli. Ho percepito tanto entusiasmo, tanta voglia di sperimentare e di raccontarsi in modi nuovi.

14) Dall'esperienza del BTO di quest'anno è nata un' importante campagna: ITisMe. Lanciata da Roberta Milano è partita come una sorta di condivisione di souvenir d'Italia simbolica allo scopo di creare una rete di relazioni fra gli attori del turismo italiano online, di coloro che fanno le voci sui social network di Regioni, Province, Comuni, Associazioni. Ci siamo incontrati a BTO per la prima volta per supportare la Sardegna in un momento difficile ed ora non ci vogliamo fermare. Infatti dopo la Sardegna nasce il sostegno a #NBTW la notte bianca della cultura su Twitter del 13 dicembre (dalle h20 alle h2). Turismo e cultura siamo noi! (cit. @insopportabile)



PS: Alcune chicche del mio BTO che non voglio dimenticare:
15) Ho dormito in un albergo bellissimo ed economico, a 5 minuti dalla magnifica Piazza del Duomo di Firenze e ad altri 5 dalla Fiera. Grazie al mitico collega Andrea per la scelta.



16) Ho goduto del bel sole di due giornate limpidissime. Svegliarsi con una luce così bella è il più bel regalo che io possa ricevere d'inverno.

17) Ho camminato, dopo 12 anni, lungo il viale (quello che costeggia la Fortezza da Basso) dove è scoccato l'amore con il mio fidanzato. Firenze galeotta.

18) Ho gustato una cena buonissima fatta di chiacchiere, risate, condivisione e confronto con il team di colleghi gustando una meravigliosa pappa al pomodoro, fiorentina e patatine fritte al tartufo.



Grazie #bto2013! Grazie agli organizzatori per questa ricca, appagante e stimolante esperienza! Ci si rivede l'anno prossimo.








Foto di Andrea Rossetti, Ruth Mezzolani e Giorgia Barchi

lunedì 25 novembre 2013

Ogni giorno la rete mi fa scoprire cose nuove. Scriverle ed elaborarle in un post è come farle un pò mie. Condividerle è farle anche vostre.

La parola d'ordine di oggi è leggere.

Amate leggere?
Io tantissimo e ultimamente non riesco a dedicare alla lettura il tempo che vorrei. Questo articolo di Andrea Zanni di Che Futuro racconta la lettura alla maniera di Aaron Swartz. Giovane programmatore e attivista statunitense, Aaron è stato co-autore dei feed RSS - uno dei formati più usati per la distribuzione di contenuti su Internet - quando aveva solo 14 anni. Un piccolo grande genio morto suicida a soli 26 anni. Swartz leggeva tanto, tantissimo, di tutto. E aveva un blog dove inseriva i suoi pensieri, spesso partendo da libri e articoli che leggeva. 444 post in 7 anni.



Perché leggere? Ecco cosa pensava Aaron Swartz della lettura. Faccio mio il suo pensiero che condivido appieno.
"Leggi per comprendere la realtà e il mondo che ti circonda. Leggi per imparare. Leggi qualsiasi cosa. Fregatene dei generi e delle “due culture”. Leggi perché ti rende capace, e ti abilita ad affrontare i problemi. Leggi perché funziona. Informazione è potere."

"L'informazione è potere" affermava Aaron Swartz. Non è un caso quindi che sia stato proprio lui il co-autore di una "tecnologia" potentissima per la distribuzione dei contenuti web: quella dei Feed RSS, ormai un "maipiùsenza" della rete. Cosa sono? Un servizio che permette di essere aggiornati sui nuovi articoli pubblicati sui nostri siti preferiti senza doverli visitare manualmente uno a uno.

I feed sono dei file generati automaticamente dai blog (ma non solo) che possono essere letti automaticamente dai lettori di feed, i cosiddetti Feed Reader o aggregatori. Gli  aggregatori permettono di monitorare tutti i siti e blog che vogliamo. L’unica cosa da fare è sceglierne uno e poi iscriversi al blog che ci interessa.

Io ho scoperto un aggregatore davvero ben fatto. Si tratta di Feedly. Lo conoscete?

Feedly permette di catalogare i siti in cartelle e argomenti d'interesse, di avviare delle ricerche in singole categorie, di personalizzare i colori dell’interfaccia e il metodo di visualizzazione degli articoli. Feedly è disponibile anche in app mobile, scaricabarile sia per dispositivi iOS che Android. Da quando l'ho scoperto non ne posso più fare a meno. Provare per credere!





Se vi ho incuriosito e volete approfondire la storia di Aaron Swartz cliccate qui.

Fonti: articolo CheFuturo di Andrea Zanni http://www.chefuturo.it/2013/11/perche-leggere-e-importante-ma-alla-maniera-di-aaron-swartz/ 

venerdì 8 novembre 2013

Lo scorso weekend, grazie all'instawalk organizzato dalla community Instagramers Marche e dall'associazione Sibillini Segreti e Sapori, ho scoperto un mondo che non conoscevo. Un mondo al di sotto del livello del suolo, quello del tartufo.



Pregiato, inebriante, raro. Il diamante della terra di Amandola è il tartufo bianco dei Sibillini, protagonista della XVII edizione della mostra-mercato Diamanti a Tavola che vi consiglio di non perdere. Approfittatene per una visita questo weekend, fino al 10 novembre, potrete scoprire anche voi il fantastico mondo del tartufo, assaporare specialità culinarie amandolesi e perdervi fra le salite e le discese di questo splendido borgo marchigiano, porta di accesso orientale al Parco Nazionale dei Monti Sibillini.


Ad accompagnarci in questo viaggio Alberto Mandozzi, presidente ATAM Sibillini (Associazione tartufai Monti Sibillini), l’unica associazione presente sul territorio che opera già  da diversi anni e che ha avuto il grande merito di aver affermato la consapevolezza che il tartufo può diventare una straordinaria risorsa nella promozione turistica del territorio. Mi ha colpito la frase di Mandozzi: "Il tartufo parla inglese e viaggia su internet. Basta con le rievocazioni. Soprattutto in questa area in cui non c'è una tradizione antica"

Di solito quando si parla di tartufo nelle Marche si pensa immediatamente ad Acqualagna. Forse perché molti non sanno che anche la fascia a ridosso del versante orientale dei Monti Sibillini è straordinariamente ricca del prezioso fungo ipogeo. Qui si possono raccogliere tutte le specie consentite, tra le quali il Tartufo Bianco Pregiato, il Tartufo Nero Pregiato, il Tartufo Estivo e il Tartufo Bianchetto. I comuni più vocati per il bianco pregiato sono Amandola e Montefortino.

COSA HO SCOPERTO?
I tartufi sono dei funghi ipogei e completano il loro ciclo al di sotto del livello del suolo. Sono i frutti di un organismo più complesso. Quando parliamo di tartufo c'è sempre un albero (non si troveranno mai i preziosi tuberi in un prato senza alberi) perché fra di loro avviene uno scambio di nutrienti: l'albero da al tartufo i carboidrati e il tartufo ricambia regalando una maggiore capacità di assorbimento dell'acqua all'albero. La libera raccolta viene fatta dal tartufaio e dal cane. Non si puó andare a tartufo senza vanghella, l'unico attrezzo consentito dalla legge. Per quanto riguarda la tartuficoltura, le aree più interessate sono Amandola, Montefalcone e Montefortino. Essa riguarda solo tartufi neri pregiati e scorzone.



Perchè tartufo dei Sibillini? La grande biodiversità vegetale dei Sibillini crea le condizioni ideali per lo sviluppo del prezioso prodotto della natura. Qui si hanno tutte le specie di tartufi, sia pregiati che minori. La legge italiana ne ammette 9 alla raccolta e al commercio.

COSA HO ASSAPORATO
Risotto al tartufo bianco dei Monti Sibillini



La pinsa amandolese: schiacciata farcita con mozzarella e scaglie di tartufo nero pregiato


Le fregnacce: piatto della cucina povera amandolese. Mi hanno spiegato che è il sugo a fare la fregnaccia che di per se è semplicissima. È fatta di sola pasta sfoglia lessata in acqua salata, arrotolata e condita con del buon sugo rosso o bianca con pecorino, pepe e olio extra vergine di oliva, oppure come in questo caso con tartufo nero.





Olive ascolane al tartufo nero



Antipasto al tartufo nero pregiato



Alcuni dei prodotti tipici del territorio: pecorino dei monti Sibillini, marmellate alla mela rosa dei Monti Sibillini e digestivi dei Monti della Laga




COSA HO VISTO
Il particolare Cristo Ligneo nella Chiesa di San Francesco di Amandola. Scopri qui la sua storia.



Fra i vicoli di Amandola ho intravisto un temporale sui Sibillini e ho ammirato splendidi scorci del borgo








Il teatro La Fenice, detto anche teatro bomboniera che contiene 99 posti.



sabato 2 novembre 2013

Nelle Marche esiste un borgo che porta il nome della pianta di mandorlo. Si tratta di Amandola (da "mannola" in dialetto fermano), porta di accesso del versante orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Foto by megadeinos da Panoramio 

Io l'ho scoperta grazie al blogtour #sibillinisegreti e vi voglio proporre un itinerario da me sperimentato, ideale per grandi e piccini, che coniuga natura, spiritualità, arte ed enograstronomia. 5 sono le cose che vi consiglio di provare.

1. Rimanere incantati dal Cristo ligneo nella Chiesa di San Francesco

Amandola è ricchissima di chiese. Fino all'800 ne contava ben 116. Oggi ne rimangono circa 40. Inoltrandovi fra le strette viuzze del centro storico arriverete alla Chiesa di San Francesco, risalente ai primi del 1200, che si farà da subito notare per il bel portale quattrocentesco di tipo lombardo sulla facciata rettangolare.
Una volta entrati, ad una prima occhiata fugace non riuscirete a captare le meraviglie contenute in questa chiesa. La scoprirete a poco a poco. Sulla sinistra appariranno davanti a voi due affreschi rinvenuti solo dopo i restauri successivi al terremoto del 1996. Pensate, risalgono al 1482. Il primo è in stile giottesco a ripiani e una parte di esso deve essere molto antica, forse risalente addirittura al 1300. Il secondo rappresenta San Bonaventura vescovo, passato alla storia per aver scoperchiato il tetto del conclave e far eleggere il papa dopo mesi di indecisione. 

Il pezzo forte è sull'altare e si tratta del Cristo ligneo o trionfante, definito dagli amandolesi il "Mammoccio". Si pensa risalga a prima dell'anno 1000 (anche se gli storici ufficiali lo datano al 1200-1300) ed è un coacervo di due stili: nordico/normanno e bizantino. Da notare le trecce. La leggenda vuole che il Cristo dovesse essere distrutto in quanto non conforme all'iconografia classica. Ha infatti la corona da re e non quella di spine, è vestito e porta i calzari. Per queste sue caratteristiche stava per essere bruciato ed i suoi piedi anneriti ne sono la prova. E' riuscito a scampare al suo triste destino perché fu trasformato da re a Cristo. Le braccia aperte sono un rifacimento del 1400. Ha inoltre un incasso nel petto che sicuramente conteneva delle reliquie che non sono state ritrovate. Eccolo in tutto il suo splendore.

Altro elemento di grande interesse è la cappella dell'annunciazione alla base della torre campanaria risalente alla seconda metà del '400 da attribuire a Sparapani da Norcia. Una curiosità: dal mobilio della casa (da notare ampolla, coltellini, ecc) si evince che il committente potesse essere uno speziale dotto e ricco. 


2. Scoprire la varietà dei paesaggi dei Sibillini divertendosi al Museo Antropogeografico
Usciti dalla Chiesa vi consiglio di dirigervi nel chiostro dove troverete il nuovo complesso museale che ospita il Museo Antropogeografico, il Museo della civiltà contadina e la Casa del Parco. Un museo da scoprire, una finestra multimediale e interattiva sul territorio dei Sibillini e il mondo della Sibilla. I bambini apprezzeranno molto, parola di mamma. Si inizia con il pannello cantastorie dove si girano i riquadri, si aprono cassetti e si scoprono indizi, curiosità. Tocca al visitatore indagare ed immergersi in un paesaggio complesso fatto di elementi umani e naturali.

3. Fare una scorpacciata di fregnacce
C'è chi fa a gara a chi dice più fregnacce e chi, come ad Amandola, a chi ne mangia di più! Le fregnacce sono un piatto della cucina povera amandolese. Mi hanno spiegato che è il sugo a fare la fregnaccia che di per se è semplicissima. È fatta di sola pasta sfoglia lessata in acqua salata, arrotolata e condita con del buon sugo rosso o bianca con pecorino, pepe e olio extra vergine di oliva. Se fate tappa ad Amandola non potete assolutamente perdervi questa specialità. 


4. Scoprire come fare la carta a mano da Natan e CatharinaA circa 5 chilometri da Amandola si trova la frazione di Marnacchia. Lontano dal caos turistico questa zona é rimasta intatta nel suo fascino ricco di suggestioni e leggende. Addentrarsi fra le stradine immerse fra le montagne sembra di tornare indietro nel tempo. Ogni tanto una casa e una storia da raccontare. Come quella di Natan e Catharina che hanno scelto di vivere immersi in questi monti creando la carta con le loro mani. Grazie a loro ho scoperto che la carta può essere fatta con materiali diversi: vegetali, stoffe, alberi o altra carta. Ho sperimentato la creazione di un foglio, ed è stato entusiasmante. Ora stanno aprendo un loro studio e sono pronti a ricevervi e ad insegnarvi le tecniche di produzione. Come ha fatto con noi. Con grande passione e maestria. E con un sorriso che vale da solo una visita. I loro sguardi felici mi hanno fatto capire che si può vivere delle proprie passioni e con poco. Qui il loro sito: http://www.nightcloud.eu/ Guardate, non sono meravigliosi?



Questa è la loro casa immersa in una paesaggio da favola. 

E questa sono io alle prese con un foglio di carta work in progress...che emozione...



5. Assaggiare i Diamanti di Amandala
Un'ultima cosa che non potete assolutamente perdervi di questa meravigliosa zona sono i tartufi. Lo sapete che la fascia a ridosso del versante orientale dei Monti Sibillini è straordinariamente ricca di questo prezioso prodotto della natura? Qui si possono raccogliere tutte le specie consentite, tra le quali il Tartufo Bianco Pregiato, il Tartufo Nero Pregiato, il Tartufo Estivo e il Tartufo Bianchetto. I comuni più vocati per il bianco pregiato sono Amandola e Montefortino. Se volete assaporare il bianco non perdete Diamanti a Tavola, un grande appuntamento che si terrà dall'1 al 10 novembre con esposizione di tartufo bianco, prodotti della gastronomia delle Marche ed eccellenze dei Sibillini. Tante sono le esperienze da fare: ci saranno visite guidate alla città di Amandola, laboratori per i più piccini, cene con menù a base di prodotti tipici, caccia al tartufo e corsi di cucina. Novità di questa stagione è la collaborazione con la community Instagramers Marche per un instawalk domenica 3 novembre. Igers da tutta la regione si ritroveranno ad Amandola per vivere l’evento, conoscere il tartufo bianco e fotografare la città in festa. Io & family non mancheremo!! Vuoi partecipare? Leggi qui

Info utili
  • Dove dormire ad Amandola
Nel corso del blogtour #sibillinisegreti abbiamo soggiornato in uno splendido agriturismo, Terra di Magie, nel comune di Amandola immerso nel bosco. Ve lo consiglio per la cordialità, disponibilità e simpatia dei proprietari, che dopo una lunga permanenza in Nicaragua hanno scoperto questo angolo di paradiso incontaminato nelle Marche. Le stanze sono grandi e pulite. Il menù è vegetariano e si possono acquistare degli ottimi prodotti di bellezza a base di lavanda da loro coltivata.


Una chicca: non capita tutti i giorni di svegliarsi con una quercia secolare che ti osserva sorniona... :)
Vi ho incuriosito? Se si, cosa aspettate? La magia dei Sibillini è qui per voi...

  • Dove si trova Amandola

Porta d'ingresso del versante orientale, detto "magico" dei Sibillini. Si trova a 500 m s.l.m.nella fascia pedemontana dell'incantevole valle del Tenna.

Ufficio turistico Amandola tel. 0736.848841Lista di luoghi da visitare ad Amandola >> 
Associazione turistica Sibillini Segreti e Sapori >>
Via Marconi, 4 - 63857 Amandola (FM) info@sibillinitourist.com

Sito del Turismo della Regione Marche >>
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