domenica 29 giugno 2014

Se "la vita è un viaggio alla ricerca di paesaggi da osservare in prospettive nuove" perché non approfittare di una splendida giornata di sole di fine giugno e partire alla scoperta delle Marche, la mia regione? Gli ingredienti del mio itinerario sono mare, colline, musica e buon cibo.

1° tappa: Senigallia, la spiaggia di velluto.
2° tappa: una suggestiva piantagione di cipolle nelle campagne di Montignano
3° tappa: il festival Musica Distesa a Cupramontana

Ma partiamo dall'inizio.

È sabato, la sveglia suona per sbaglio alle 6.30. Non riesco più a prendere sonno. Mi alzo, esco in giardino. L'aria è fresca e c'è un bellissimo cielo azzurro. Faccio colazione, scrivo un post-it con le cose da fare. Troppe. La casa è in disordine, i giochi di Enea sono sparsi ovunque, il pavimento è da lavare. In un attimo la decisione è presa: mollo tutto e vado al mare.

Sveglio i due dormiglioni che mi guardano basiti: "Al mare?".
Ed io:"Si. Siete pronti? Vi va?" Enea non se lo fa ripetere due volte e già pensa ai castelli di sabbia. Preparo il pranzo al sacco e si parte, direzione Senigallia.

Staffolo, il mio paese, dista circa 50 km dalla spiaggia di velluto e la strada per il mare è un susseguirsi di morbide colline che, come onde, si rincorrono fino alla costa. Mentre l'auto attraversa le strade dell'entroterra si può godere della spettacolare alternanza di colori creata dalle varie coltivazioni: verde, giallo, oro e sullo sfondo il blu del mare e del cielo. Una cartolina. Ogni tanto il panorama è intervallato da una casa, un campanile, un piccolo borgo. Fantastichiamo su come sarebbe bello avere una casa al mare, ed io penso che a me basterebbe anche solo un maggiolino giallo, proprio come quello avanti a noi :) Sembra una scena da film, non trovate?



Arrivati a destinazione scegliamo il lungomare di Levante, quello che dalla Rotonda a Mare, uno degli emblemi della città di Senigallia, cantata da Fred Bongusto e palcoscenico di cantanti famosi e personaggi mondani dei tempi passati, guarda verso Marina di Montemarciano, Falconara Marittima, Ancona e Riviera del Conero. Dalla foto, scattata dal bar Buco14, accanto alla Rotonda a Mare, potete vedere anche il Monte Conero.




Nei 13 km di litorale sabbioso si alternano spazi di spiaggia attrezzata a spazi di spiaggia libera. Le parole d'ordine sono sole, mare, divertimento e relax. Sulla spiaggia vengono organizzate tante attività sportive e ricreative per grandi e piccini, ma c'è posto anche per chi ama semplicemente oziare sotto il sole. Senigallia è il posto giusto per i bambini che possono giocare tranquillamente a riva perché l'acqua è molto bassa.



Noi scegliamo la spiaggia libera. Una barchetta in mezzo al mare, un castello di sabbia, un campo da beach volley e un chioschetto accogliente con tanti snack e bibite per soddisfare tutte le esigenze. Cosa desiderare di più?


A metà pomeriggio si riparte e nella strada del ritorno, immersa fra  le campagne di Montignano, veniamo sorpresi da una suggestiva piantagione di cipolle. Se amate la fotografia come me non potete non rimanere ammaliati dalla loro fotogenia. Un insieme di piante alte anche fino a 2 metri con dei fiori tondeggianti dai colori tenui: dal bianco al lilla fino al viola. Ci immergiamo nello stradina di terra ed entriamo in un mondo incredibile fatto di forme perfette, odore di cipolla e ronzio di api. Sullo sfondo le dolci colline coltivate. A lato il grano e qualche olivo. Una cartolina bucolica eccezionale.



Dopo questo bel tour si torna a casa perché ci aspetta Musica Distesa, un bellissimo festival immerso fra le colline di Cupramontana. Il suo nome deriva dall' agriturismo che l'ha ideato alcuni anni fa: La Distesa, Via Romita 28, Cupramontana (AN). Da un piccolo evento per pochi intimi è diventato nel corso del tempo una rassegna di musica, cultura e cibi spirituali. L'atmosfera è rilassante e gioiosa. All'entrata si cambiano i soldi nella moneta Distesa, con la quale si potrà acquistare dell'ottimo cibo a km0 da gustare nell'aia davanti la vecchia casa colonica ristrutturata dove c'è l'area concerti. Vi aspettano laboratori per bambini, videoproiezioni, piscina, degustazioni guidate e ovviamente tanta buona musica. Non ve lo perdete, c'è anche oggi! Approfittatene! Ne vale davvero la pena…


sabato 10 maggio 2014

Tornare a Perugia ogni anno ad inizio primavera è diventato ormai un rituale per me. L'appuntamento è con il Festival Internazionale del Giornalismo, un media event GRATUITO, ricchissimo di stimoli, spunti, idee e condivisione sullo stato attuale del giornalismo, i nuovi media e tutto ciò che gira attorno al mondo della comunicazione e dell'informazione.

Arianna Ciccone e Christopher Potter sono gli ideatori, che ogni anno grazie ad un team di volontari riescono a dare vita a qualcosa di immensamente grande. E quest'anno, l'ottavo per la precisione, lo è stato ancora di più. Perché? Il Festival è stato finanziato dalla gente grazie al crowdfunding con il quale sono stati raccolti circa 115mila euro con il contributo di 750 soggetti.



Quest'anno per me è stato un festival ridotto all'osso. Poco tempo a disposizione, pioggia a catinelle e il pensiero fisso rivolto alle mie Marche alluvionate lungo la costa di Senigallia per lo straripamento del fiume Misa.

Nonostante questo una bellissima energia mi ha pervasa sin dall'arrivo in una Perugia piovosa che ha ospitato il #ijf14, questo l'hashtag su Twitter in top 10 dall'inizio del Festival.

Ho seguito due soli panel (uno sui nuovi supporti di lettura digitali e uno sullo storytelling) e ho cercato di seguire il racconto online e il webmagazione in diretta a cura dei volontari dove potrete trovare tantissimi contributi interessanti.



Il primo speech è stato sugli strumenti innovativi per i media con Russ Grandinetti, il papà del Kindle store di Amazon intervistato da Luca Conti sul futuro dei nuovi supporti di lettura digitale. Cosa ho scoperto?
-che esiste un nuovo social network, che si chiama Good Reads, completamente dedicato ai libri con recensioni e consigli
-che Kindle in inglese significa accendere un fuoco ed è stato scelto perché è una parola felice, che da gioia ed ha un bel suono.
-che non dovremmo chiederci se nel futuro le librerie esisteranno o meno ma piuttosto pensare a come potrebbero essere. A come poter rendere interessante l'esperienza digitale nelle librerie. Cosa si può fornire ai lettori? Una buona idea messa in pratica in America è quella di avere l'edizione digitale a prezzo ridotto di un libro acquistato in edizione stampata.
- che negli Stati Uniti posso prendere in prestito un ebook dalla biblioteca pubblica
- e che per autoprodursi un libro occorre conoscere il proprio pubblico. L'esempio più eclatante?  "50 sfumature di grigio" un editore probabilmente non l'avrebbe mai pubblicato se l'autore non avesse fatto tutto quel successo con l'autoproduzione proprio conoscendo il suo pubblico di riferimento.

Io credo molto nel selfpublishing e una piccola esperienza in merito ce l'ho anch'io e l'ho raccontata qui.

Terminato il panel la classica capatina alla sala stampa brulicante di giovani giornalisti e un giro in città con l'ombrello. Perugia mi sorprende ogni anno di più. Con il suo fascino antico  e il suo animo vivace, moderno e internazionale.





Il secondo panel che ho seguito nel pomeriggio è stato sullo storytelling nella bellissima Sala di Palazzo Sorbello gremita di gente. Cos'è lo storytelling di cui oggi si fa un gran parlare? In realtà è qualcosa di molto semplice che facciamo da tempo immemore: raccontare storie. Cosa sta cambiando oggi? Grazie al web 2.0 tutti possono farlo attraverso i social media.

Il ruolo del giornalista, in questo nuovo paradigma, è quello di selezionare la "storia" nella sovrabbondanza di contenuti e verificarne la veridicità. "Dobbiamo essere l'agenzia di stampa di questa nuova era con tanti nuovi contenuti da verificare" dice Mark Little, fondatore di Storyful, "siamo nell'epoca aurea del giornalismo".

Il panel termina con le parole chiave dell'immediato futuro secondo Giovanna Cosenza dell'Università di Bologna e blogger di Disambiguando:
-convergenza (di vecchi e nuovi media sugli stessi strumenti)
-multimedialità (le storie sono suddivise in atomi: tweet, foto, video)
-polifonia (occorre una moltiplicazione dei linguaggi. Oggi c'è spazio per le storie brevi ma anche lunghe. L'importante è calibrare sempre l'intensità delle emozioni)

Intanto fuori la pioggia non si ferma ma noi non molliamo e una piccola visita alla città non ce la facciamo scappare. Enea si è divertito a "camminare nella storia" ed esplorare gli angoli ricchi di fascino di Perugia.




Il dipinto di Raffaello: accanto alla Chiesa di San Severo, nel centro storico di Perugia, si trova una cappella dove si conserva l'unico affresco di Raffaello rimasto nella città, raffigurante una Trinità.
Ultima tappa la meravigliosa mostra fotografica di Steve McCurry dal titolo "Sensational Umbria" che vi lascerà senza fiato. Si trova negli spazi dell'Ex-Fatebenefratelli e presso il Museo di Palazzo Penna e racconta il viaggio che l’artista ha compiuto in Umbria.

Avete tempo per visitarla fino al 5 ottobre.


Termino con una frase di Paulo Coelho: "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni!" Io credo che Arianna e Chris hanno centrato in pieno il concetto! Voi che ne pensate? E mi raccomando l'anno prossimo non ve lo perdete. Ecco le date: 15-19 aprile 2015


Sito del festival: http://www.festivaldelgiornalismo.com/
Webmagazine scritto dai volontari: http://magazine.festivaldelgiornalismo.com/

Fotoracconto del mio Festival2012 sul Blog PressCom

venerdì 2 maggio 2014

Rieccomi con una buonissima ricetta scovata in rete per riciclare le uova di cioccolato. Il cioccolato della uova può essere sostituito da cioccolato fondente, al latte, bianco o nutella (a seconda dei vostri gusti). La chicca è la frolla aromatizzata all'arancia che si abbina benissimo alla cioccolata. Il procedimento è facile e veloce e il risultato è ottimo.

Perché ogni tanto un po' di dolcezza non guasta...anzi ci fa bene all'umore e ci ringiovanisce :)

Di seguito troverete il procedimento con o senza Bimby.






Ingredienti:
FROLLA
1 uovo
100 g di zucchero
100 g di burro
220 g di farina 00
la buccia di mezza arancia
1 pizzico di sale

CREMA DI CIOCCOLATO
250 g di uova di cioccolato di qualsiasi tipo
250 g di ricotta
50 g di zucchero
1 uovo
il succo di mezza arancia

Esecuzione Bimby:
Frolla
-inserire nel boccale la buccia dell'arancia e lo zucchero e frullare: 10 sec vel. turbo.
-aggiungere l'uovo, il  burro a pezzi, la farina e il pizzico di sale, impastare: 30 sec vel 5.
-togliere la frolla dal boccale e metterla a riposare nel frigo per circa 30 minuti, avvolta nella pellicola per alimenti

Farcia
-inserire il cioccolato delle uova spezzettato nel  boccale e tritare: 5 sec vel 8-9.
-sciogliere: 5 minuti 50° vel 3.
-aggiungere la ricotta, il succo della mezza arancia, l'uovo e lo zucchero: 20 sec vel 4.
-stendere la frolla in uno stampo rotondo da 28 cm e bucherellare la superficie con una forchetta. 
-versare la farcia sulla frolla e livellarla bene.
-infornare a 180° per circa 30 minuti, una volta pronta lasciare ancora per 5 minuti nel forno spento.


Esecuzione senza Bimby:
Frolla
-frullare lo zucchero con la buccia della mezza arancia fino a farlo diventare una poltiglia
-versare in una pirofila l'uovo, il  burro fuso, la farina e il pizzico di sale
-impastare fino a farla diventare una bella palla liscia
-mettere la frolla a riposare nel frigo per circa 30 minuti, avvolta nella pellicola per alimenti

Farcia
-sciogliere il cioccolato in un pentolino oppure usare la nutella
-amalgamare la ricotta, il succo di mezza arancia, l'uovo e lo zucchero
-stendere la frolla in uno stampo rotondo da 28 cm e bucherellare la superficie con una forchetta 
-versare la farcia sulla frolla e livellarla bene
-infornare a 180° per circa 30 minuti, una volta pronta lasciare ancora per 5 minuti nel forno spento

E voilà, eccola pronta da gustare! Sopra ho aggiunto lo zucchero a velo e decorata con delle stelline.


Al mio bimbo è piaciuta tantissimo. È adatta per la colazione e per la merenda. 


Buon appetito! 


venerdì 18 aprile 2014

Che cos’è che rende una giornata meravigliosa? La mia ieri lo è stata nonostante nulla fosse perfetto. Basta un po' di fantasia per trasformare la vita quotidiana in qualcosa di magico.


Ma partiamo dall'inizio. Enea si sveglia con la febbre per la quarta volta dall'inizio dell'anno. Io decido di rimanere a casa dal lavoro per portarlo dal pediatra.

Fin qui niente di bello direste. E avete ragione. Ma c'è ancora tempo affinché la giornata cambi direzione. Ecco tutto ciò che ha reso meravigliosa la mia giornata.

-Enea si sveglia tardi innanzitutto, ho tempo per terminare dei lavori e fare due chiacchiere con Mauro. Cosa che di mattina non capita mai.

-Faccio tutto con calma, mi bevo anche un cappuccino.

-Chiamo il pediatra che mi fissa un appuntamento fra 2 ore. Ho tempo per la doccia, per la coccola ad Enea, per la piastra ai capelli e per il secondo caffè (mi sento già una regina).

-Ci vestiamo e saliamo in macchina. Fuori c'è il sole, il cielo è limpido e tutto cambia prospettiva. Il nostro appuntamento con il dottore è solo una scusa per fare una bella passeggiata. Le colline intorno a noi sono meravigliose. Siamo anche puntuali. Tutto sta andando per il verso giusto. E ci fermiamo a scattare una foto perché ne vale davvero la pena.


-Il pediatra è gentile e ci accoglie col sorriso. Dopo un'accurata visita vinciamo una bella settimana di antibiotici (questa è la parte meno bella). Speriamo che agiscano in fretta.

-Prima di tornare a casa facciamo una capatina dalla fioraia e comprare i fiori. È primavera, e fra pochi giorni sarà Pasqua e ho voglia di colori pastello e di profumi che inebrino la casa. Vado per acquistare le peonie, ma poi scopro che costano tantissimo per il freddo di questi giorni e scelgo dei bellissimi tulipani lilla. Mi ricordano l'infanzia e le corse nei campi nella casa dei nonni. Due chiacchierare con la fioraia. Una capatina in farmacia e dal giornalaio. Un piccolo paese è come una grande famiglia. Entri nei negozi e ti senti come a casa. La mattinata passa così. Con il sorriso. Con la felicità di chi finalmente può dedicarsi una giornata dopo tanto stress accumulato. È come una manna dal cielo. Mi arrivano i messaggini dal lavoro e sono felice. Felice di essere lontana per un giorno. Di staccare un attimo la spina. Perché serve per ricaricarsi e ripartire con nuova energia.

-E cucciolo? Cucciolo, nonostante la gola e le orecchie infiammate è felice. E con il lecca lecca in bocca guarda le colline dal finestrino della macchina sulla strada del ritorno. E mi dice "Mamma sei la mia cucciolotta".


-Dopo il pranzo e la nanna passiamo il pomeriggio insieme. A mangiare i biscotti di Pasqua fatti a scuola. A chiacchierare stesi sul divano. A giocare con le lettere che diventano parole, nomi, animali, risate, abbracci, coccole. Intanto Lillo se la dorme beato.




-Piano piano fuori la luce diventa sempre più bella e illumina la casa. Mi sembra di vivere nel più bel posto del mondo. La luce è magia, bellezza, positività. Cosa desiderare di più? Di lì a poco tornerà il babbo e mi fermo un attimo a pensare a quanto ci voglia poco per rendere una giornata meravigliosa. Anche con la febbre. Basta un po' di fantasia.


domenica 13 aprile 2014

Con la Pasqua in arrivo immagino che avrete, come me, già accumulato una buona quantità di uova di cioccolato. Cosa fare? Il riciclo in cucina è un'arte e quindi mettiamola in pratica. E per chi di voi è a dieta pensi alle proprietà benefiche del cioccolato: oltre a mettere di buonumore è una sorta di elisir di lunga vita. Sapete perché? Contiene polifenoli antiossidanti che assorbono i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento. Quindi uno strappo si può fare, che ne dite?



Ecco la ricetta di una versione senza uova del dolce Mattonella, presa dal libro Bimby n17 (Dolci al Cucchiaio). In 20 minuti sarà pronto. Il procedimento è semplicissimo anche senza Bimby.

Ingredienti:
- 50 gr di zucchero a velo
- 70 gr di cioccolato fondente a pezzi
- 160 gr di cioccolato al latte
- 30 gr di latte intero
- 50 gr di burro a pezzi
- 20 gr di cacao amaro in polvere
- 2 tazzine di caffè (100 gr circa) da sostituire con latte e nesquik per bambini
- 60 gr di biscotti secchi

Accessori utili:
- pellicola trasparente
- stampo a cassetta 25x11
- pennello da cucina

Esecuzione Bimby:
- mettere i cioccolati nel boccale e tritare 10 sec/vel.6
- unire il latte e sciogliere 3 min e 30 sec/50°/vel.3
- unire il burro tagliato a pezzi, lo zucchero a velo, il cacao e 70 gr di caffe (in alternativa latte e Nesquick) 2 min/vel.3
- rivestire con la pellicola trasparente lo stampo a cassetta, mettere sullo sfondo uno strato di biscotti, pennellarli leggermente con il caffè (o latte e Nesquick) e ricoprire con uno strato di crema di circa 7-8 mm. Poi di nuovo uno strato di biscotti pennellati e altra crema, per 3 o 4 strati, a seconda della crema ottenuta (io ho fatto 4 strati). Terminare con uno strato di biscotti pennellati.
- riporre in frigorifero per 2 ore o in freezer per 1 ora.
- servire a fette.

Esecuzione senza Bimby:
- tritare i cioccolati
- in un pentolino sciogliere il cioccolato con il latte
- unire il burro tagliato a pezzi, lo zucchero a velo, il cacao e 70 gr di caffe (in alternativa latte e Nesquick) fino ad ottenere un composto omogeneo
- rivestire con la pellicola trasparente lo stampo a cassetta, mettere sullo sfondo uno strato di biscotti, pennellarli leggermente con il caffè (o latte e Nesquick) e ricoprire con uno strato di crema di circa 7-8 mm. Poi di nuovo uno strato di biscotti pennellati e altra crema, per 3 o 4 strati, a seconda della crema ottenuta (io ho fatto 4 strati). Terminare con uno strato di biscotti pennellati.
- riporre in frigorifero per 2 ore o in freezer per 1 ora.
- servire a fette.

Buon appetito!






lunedì 6 gennaio 2014

Ho iniziato a correre un anno fa, d'inverno. Era più o meno questo periodo quando scoprivo in rete un gruppo di mamme, che mi piace definire volanti: le #runningformommies. Mi hanno trasmesso la voglia di correre. E per una tipa restia allo sport come me non è cosa da poco. Ho iniziato seguendo un percorso base, a piccoli passi. Senza troppe pretese. Questo. Mi ricordo ancora la mia prima uscita, di notte, al freddo, 20 minuti in totale, alternando un minuto di cammino a uno di corsa.

Da 20 minuti, in modo graduale, sono arrivata a 40 di sola corsa senza fermarmi mai. Ho acquistato l'abbigliamento giusto, le scarpe, il cappellino e i guanti e ho continuato a correre per un bel po' di mesi. La voglia cresceva insieme ai risultati e la condivisione con le altre mamme incentivava il tutto.

Ho continuato fino all'arrivo dell'estate. Con il caldo ho iniziato a diminuire le uscite fino a smettere del tutto. Ho ripreso ad ottobre e poi di nuovo stop fino all'altro ieri.

Con il freddo la voglia di correre ha fatto nuovamente capolino ed io prontamente ho risposto con una bella uscita mattutina in una grigia giornata d'inverno. Che vi voglio raccontare così.





Correre per me è esplorare, guardarmi attorno, è un pò come viaggiare con le ali ai piedi. La strada che di solito percorro è di circa 6-7 km, è appena in periferia di Staffolo, il mio paese e si chiama contrada Follonica. Immaginate una bella colonna sonora alle orecchie ed immergetevi con me in questo paesaggio. A nord, nelle giornate limpide lo sguardo giunge fino al Mare Adriatico mentre a sud la corona degli Appennini è dominata dalla singolare sagoma del Monte S. Vicino. Io mi volto e lui c'è sempre, questa volta con un cappello di nubi.


L'atmosfera è magica e solitaria. Di macchine ne passano pochissime. A volte si incontrano altri runner o gente che passeggia. C'è silenzio e aria pura. Respiro a pieni polmoni e mi sento rinascere.





ll percorso è disseminato di vigneti del "verdicchio d.o.c. dei Castelli di Jesi" (non a caso Staffolo è soprannominato "il Colle del Verdicchio"), casolari di campagna abitati e non, e in un meraviglioso punto panoramico riesco a scorgere il mio paese natio, Cupramontana. Eccolo, immerso tra le nubi.

Durante il tragitto si incontrano due chiesette, quella di Santa Maria della Castellaretta, un piccolo gioiello di barocco popolare proprio all’uscita del paese in direzione di San Paolo di Jesi; e se si arriva fino in fondo, con tanto di bella discesa e conseguente salita, ce n'è un'altra piccolissima e molto carina.

Arrivati in fondo la strada finisce, se si prosegue per il sentiero si arriva al Monte di Follonica con i resti del castello, luogo suggestivo e magico.

Chiudo con una frase che riassume il mio concetto di corsa:

"Corro per respirare l'aria fresca. Corro per esplorare. Corro per sfuggire l'ordinario. Corro… per assaporare il viaggio lungo la strada. La vita diventa più vivace, un po' più intensa. A me questo piace" (Dean Karnazes)

Se volete saperne di più sul gruppo delle mitiche #runningformommies, leggete questo post di MammaImperfetta.

Tutte le foto sono scattate con Iphone 5S ed editate con Snapseed e VscoCam




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