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venerdì 1 settembre 2017

La vita è una sequenza di attimi. Attimi meravigliosi come il tramonto che abbiamo ammirato stasera dai Piani di Canfaito, un ampio altopiano alle pendici del Monte San Vicino. Un balcone naturale che si affaccia sull'Appennino centrale, dal quale è possibile scorgere innumerevoli vette, dal Catria ai Sibillini. Lo sguardo si immerge nell'infinita bellezza della natura che si colora di arancione al calar del sole. Dopo una bella camminata fra i faggi secolari si arriva in questo luogo magico, quasi completamente spoglio di alberi se non per uno, che solo soletto e piegato dal vento, guarda verso il San Vicino, che qui si può ammirare in un versante meno noto ma ugualmente suggestivo. 



In questa serata di fine estate, la distesa profuma di erba essiccata dal sole e brilla di uno splendido ocra interrotto qua e là dai fiori di montagna, eleganti e sinuosi. Enea che corre a perdifiato, i monti che fanno da cornice a questo attimo immenso. Il sole, una palla rossa incandescente, che si abbassa dietro ai monti fino a scomparire. La macchina fotografica di Mauro che immortala un momento che porterò nel cuore. 



E poi il ritorno alla macchina passando per la faggeta avvolta dalla semioscurità. Enea che racconta aneddoti: "Guarda, mamma, qui ci siamo passati tanti anni fa, questo è l'albero dove sono salito, questo invece è quello più antico." Quando cala il silenzio si sentono solo i campanelli delle mucche in lontananza che tornano al recinto dopo una giornata al pascolo e mentre la luna fa capolino con un suo spicchio argenteo in un cielo ancora lievemente colorato di azzurro usciamo dal bosco. Alcuni ragazzi sono impegnati a posizionare tende e furgoni per passare qui la notte. Penso che sarebbe bello rimanere qui così come lo è tornare a casa dopo aver riempito di bellezza gli occhi e il cuore.  


Salita in macchina mi ritrovo a pensare. Penso che la vita è una sequenza continua di attimi che fuggono via. Sta a noi saper cogliere in ciascuno di essi la potenza, la forza, la bellezza, l’insegnamento. E oggi per me questo è stato un attimo meraviglioso in cui mi sono lasciata andare, i pensieri si sono alleggeriti ed io ero immensamente felice di aver portato la mia pancia, insieme alla mia famiglia in questo luogo così bello. 

"Quando siamo felici, facciamoci caso."


Se vi ha incuriosito questo luogo delle Marche, potete scoprirlo cliccando qui

Info utili 



giovedì 6 novembre 2014

L'autunno è la stagione dei colori e di questi vi voglio parlare in questo post, dedicato a un luogo che ha catturato la mia curiosità: il museo dei colori naturali di Lamoli. Siamo a 40 km dalla bella città di Urbino, in una piccola frazione di Borgo Pace, all'estremità ovest delle Marche, nell'Appennino umbro-marchigiano. Qui oggi vivono 200 persone e le fonti storiche attribuiscono la fondazione di questo luogo ai discepoli di San Benedetto nel VII secolo.


Nel chiostro dell'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo ha sede, dal 1998, questo museo molto originale che ci porta alla scoperta delle piante officiali tintorie, del loro antico uso, fino ad arrivare alla recente riscoperta e il loro contemporaneo e futuro utilizzo



Ho scoperto che i coloranti derivati dalla natura (piante e fiori) rimasero gli unici mezzi per colorare fino al 1856, data della scoperta del primo colorante sintetico. La parte più interessante di questo museo è la storia del colore che contraddistingue questa zona: il guado, il cosiddetto oro blu.



I colori in passato erano simboli di condizione sociale: il blu contraddistingueva i nobili ed era usato per dipingere i cieli e i drappi nei quadri fino al rinascimento. Blu è stata la base di tanti dipinti di Piero della Francesca, insigne artista del Rinascimento italiano il cui padre era un ricco commerciante di guado.



Ho scoperto che questa piccola area appenninica delle Marche, divenne tra il XIV e il XVII secolo, una rotta dei fiorenti traffici dovuti al commercio di questa tinta. A testimonianza restano le circa sessanta macine da guado in pietra (unico ritrovamento al mondo così consistente), veri e propri reperti di archeologia industriale recuperati nell’area montana della provincia di Pesaro Urbino. Una la troverete esposta nel grande spazio verde intorno al monastero.



A partire dal recupero di questi reperti e documenti nel 1998 è stato fondato il Museo dei Colori Naturali a Lamoli di Borgo Pace per rilanciare il patrimonio storico-culturale intorno a questi saperi.

Il Museo
Oggi nel chiostro dell’abbazia vi è la sede dove sono esposti i documenti d’archivio e bibliografici, l’erbario con le schede tecnico-scientifiche sulle principali essenze tintorie ed un laboratorio di sviluppo e ricerca per l’estrazione dei pigmenti vegetali da fiori, bacche, foglie e radici.

Nell’area adiacente l’originario monastero vi sono le coltivazioni sperimentali delle erbe tintorie, fruibili in un percorso segnalato e catalogato ed una serra adibita ad aula didattica. Qui in questo grande spazio verde potrete incontrare un albero meraviglioso. Credo di non averne mai visti di così belli. Grande e solitario in mezzo ad un grande prato. Sotto di lui una panchina dove sentirsi al riparo tra le braccia della natura.


In questo grande spazio verde i bimbi potranno divertirsi a correre, saltare, scoprire le piante. C'è anche un'area giochi con scivoli e altalene.Info utili
  • - Il museo è aperto tutto l'anno. Vi consiglio però di chiamare prima della visita.
  • - L’intero complesso che si chiama Oasi San Benedetto, oltre al Museo prevede un ristorante, un albergo e un centro di educazione ambientale “Natura in Movimento”. 
  • - Nel 2008 nasce Oasicolori Società Cooperativa che promuove e rinnova l'antica tradizione delle piante coloranti.
  • - C'è un'area camper a 500 metri  dal museo, immersa nel verde










martedì 21 ottobre 2014

Prendi una domenica d'autunno nelle Marche, mille ettari di natura incontaminata, un'abbazia millenaria che oggi ospita una società cooperativa agricola e un agriturismo, mescola il tutto con una bella esperienza in mezzo al bosco alla ricerca di castagne e il piatto è servito. Succulento e gustoso.



L'abbazia si chiama San Salvatore in Valdicastro e si trova nel territorio di Fabriano, in una valle situata ad oriente. Siamo nel cuore delle Marche e della Vallesina, all'interno del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Quello che un tempo era un eremo fondato da San Romualdo è oggi un agriturismo e un'azienda agraria circondati da 1000 ettari di rigogliosa campagna, bosco, prati da pascolo e da un piccolo laghetto. È un luogo molto amato dai marchigiani e soprattutto nel weekend troverete un grande afflusso di gente ma lo spazio è molto grande e c'è spazio per tutti. Immancabile una sosta al negozio di carne bovina biologica da loro allevata (bovini di razza Marchigiana, libera al pascolo), salumi e formaggi a km0.



Dall'eremo, una stradina porta al lago della tenuta e un'altra si dirige verso il monte San Vicino. Le mucche pascolano indisturbate, sembra di vivere in altri tempi. Tante sono le attività da fare in questo luogo da sogno, ideale per staccare la spina e per ricaricarsi di energia. Si può praticare trekking, equitazione, mountain bike e nel laghetto è consentita la pesca sportiva.  In autunno organizzano una sorta di pacchetto comprensivo di pranzo e raccolta di castagne nel bosco al solo prezzo del pranzo (che varia dai 25 euro ai 30 euro). È quello che abbiamo fatto noi. Siamo arrivati intorno alle 12, abbiamo pranzato (ci sono due turni, alle 12 e alle 14) e poi siamo partiti alla volta del bosco alla ricerca delle castagne. Quest'anno ce ne sono pochissime e piccole, vi avviso. Ma è l'esperienza che conta.





Enea e il suo cuginetto si sono divertiti a esplorare il bosco con i suoi meravigliosi colori autunnali, a correre a perdifiato nei prati verdi, a giocare con la natura, a lanciare sassolini nel laghetto. E noi adulti...abbiamo staccato la spina per un'intera giornata :)



Per informazioni e prenotazioni relative alla ristorazione e all'alloggio -->>
Sono previste visite guidate all'abbazia e al monastero

Itinerari nei paraggi:
Grotte di Frasassi
Tempietto del Valadier 


venerdì 25 luglio 2014

Chi l'ha detto che il Paese dei Balocchi non esiste!? Udite udite…esiste eccome e si trova nelle Marche, a Serra San Quirico, uno splendido borgo immerso nella natura del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa che da 19 anni si trasforma per 5 giorni nella patria del divertimento del burattino più famoso del mondo con un evento libero e gratuito per tutti, grandi e piccini (gli adulti possono entrare solo se accompagnati da minorenni). Siete pronti a partire insieme a noi in un meraviglioso viaggio nella fantasia? Oggi vi racconto la nostra esperienza dell'anno scorso con un piccolo reportage fotografico. Approfittatene quest'anno, avete tempo fino al 27 luglio!



Giochi all'aperto, pittura, animazioni, cantastorie, burattini, leccornie varie e una rassegna teatrale per ragazzi…tutto questo e molto di più è il Paese dei Balocchi, un evento ludico interamente dedicato all'infanzia e una buona occasione per scoprire un paese pittoresco che sembra una grande nave di pietra incastonata tra il verde dei colli alle falde del Monte Murano!


Il percorso di snoda tra le stradine del paese, rigorosamente chiuse al traffico, e come tutti i paesi dei balocchi che si rispettino per entrare bisogna passare dalla dogana. Qui ad ad ogni bambino viene rilasciata una carta d'identità con l'impronta del pollice. Che gioia vederli soddisfatti con in mano il loro documento d'ingresso! Enea era molto concentrato. Perché giocare, si sa, è una cosa seria!


Appena superata la dogana ai bambini crescono le orecchie d'asino e si inizia il percorso addentrandosi nelle fascinose Copertelle, camminamenti al coperto, realizzati nel 1200, per controllare e proteggere la roccaforte da eventuali invasioni, ricavate sopra le mura di cinta e sovrastate dalle abitazioni. Qui si entra nella pancia della Balena e si prosegue per i vicoli e le piazzette del borgo animati da spazi ludici, laboratori, giochi antichi che coinvolgeranno grandi e piccini in un'avventura indimenticabile e fantastica.

Camminando per le vie del borgo si incontrano i personaggi della fiaba, come Lucignolo, il perfido Mangiafuoco e tanti altri ancora. Troverete inoltre alcuni stand gastronomici con leccornie e cucina tipica locale, curati dai cittadini di Serra San Quirico, dai ristoratori locali e dall’associazione polisportiva che volontariamente ogni anno collaborano alla buona riuscita della manifestazione.





Il percorso termina nella bella piazza del paese colorata da tante bandierine. Qui si fa un salto indietro nel tempo alla scoperta dei giochi antichi con cui si divertivano i nostri nonni. E poi c'è uno spazio per lo spettacolo delle bolle di sapone giganti.


La fantasia è l'elemento fondamentale, la linfa primaria per ogni bambino e in questo piccolo regno incantato potranno dare libero sfogo a tutta la loro creatività. Termino con una frase di Bruno Munari che mi sta particolarmente a cuore: 
"Giocare è una cosa seria! I bambini di oggi sono gli adulti di domani: aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi perché un bambino creativo è un bambino felice!"

Info utili
-Il Paese dei Balocchi ha la durata di 5 giorni con apertura dalle 17.00 alle 20.00 con ingresso libero e gratuito (dal 23 al 27 luglio 2014). Per supportare parzialmente le spese sostenute sarà allestito l’Albero dei cinque zecchini, un grande albero di cartapesta dove il pubblico potrà lasciare, liberamente, un’offerta.

Ente Promotore: Comune di Serra San Quirico
Organizzazione e Direzione artistica: Associazione Teatro Giovani

-E’ garantito un servizio di parcheggio alle porte della cittadina, con servizio di Bus Navetta.

-Il Paese dei balocchi è anche una rassegna teatrale per ragazzi, ogni sera alle 21,30 si alterneranno compagnie, provenienti da tutto il territorio nazionale. Per questa attività è previsto un biglietto d’ingresso popolarissimo.

Cosa fare e vedere a Serra San Quirico? Clicca qui.

Ti potrebbe interessare anche: un itinerario da me sperimentato nella zona del Parco gola della Rossa e di Frassassi: clicca qui.




 
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